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Evento culturale OMECA-Presentazione del libro "Stranieri sulla terra" Stampa E-mail
Lunedì 15 Febbraio 2016 07:23

Il libro verrà presentato venerdì 18 marzo p.v. alle ore 18.00 nella sala “Pippo Orrù” dell’Ordine, dal presidente Raimondo Ibba.

È una storia fantastica non priva di riferimenti alla realtà, quella narrata da Enrico Valdès nel suo nuovo libro. “Stranieri sulla terra”, pubblicato da Carlo Delfino Editore, racconta di un pianeta Terra afflitto da un nuovo e definitivo flagello, l'aridità del seme maschile. C'è solo un posto, in tutto il mondo, dove si tenta di trovare l'antidoto agli effetti di una pandemia che può portare alla scomparsa del genere umano….

 

Stranieri sulla terraQuel posto è Villacidro, luogo dove nasce e cresce la piccola Zina, filla de' anima di Mighela e Bustianu e conoscitrice di tutte le erbe. È nascosto in un'arca costruita sul Monte Linas, il laboratorio dove si ammucchiano flaconi e ricette, un luogo inaccessibile perché celati debbono essere i segreti. Enrico Valdès, medico patologo, poeta e appassionato d'arte, alterna la prosa ai versi, nelle pagine di un testo che parla molto d'amore. E di una natura che si riprende il terreno occupato dai paesi e dalle città per ricostituire un equilibrio. È piccolissima, Zina, e di salute malferma. Da Mighela ha imparato i nomi delle piante e le vie del bosco. È una coga, dice la gente, perché è la settima figlia della madre naturale, è nata prematura e senza padre. Ma la fragile jana non pratica la magia nera e per sé non chiede niente. Troppo difficile, anche per lei, far cessare i danni causati dall'azoospermia, ma, chissà, forse nell'arca c'è una pozione miracolosa. Nel 2049 - sono decenni che i bambini non nascono più - un gruppo di esperti si mette sulle tracce di Zina e della sua preziosa ricetta. Vengono dall'America e in Sardegna trovano gli stessi paesaggi pieni di rovine, gli animali inselvatichiti, i campi abbandonati. Un giusto castigo per la dissennatezza secolare degli umani, o forse una pausa necessaria per arrestare l'urbanizzazione cementifera?
Gli scienziati, stranamente sopravvissuti a una catastrofe che sa di punizione divina, saranno forse il nuovo nucleo che potrà generare ancora. L'autore non lo rivela, descrivendo una Cagliari in polvere dove ancora stanno in piedi il Teatro e il Municipio. Ma fa baluginare, in un'alba del giugno 2111, un chiarore che viene, caldo, da oriente. 
Alessandra Menesini

 

 

 


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